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Il futuro?

 

 

Il mondo sta cambiando e cambiano anche le esigenze dei consumatori. Il prevalere di uno stile di vita sempre più dinamico aumenta il bisogno di prodotti comodi e di facile e rapida manutenzione, spesso provvisti di caratteristiche innovative (repellenza alle macchie, all'acqua o all'abrasione, capacità antistatiche o antibatteriche, protezione dai raggi solari, assorbimento degli odori, ecc.).


Gli indumenti sembrano divenuti un bene non durevole, come il pane o la frutta; si cambiano piuttosto in fretta e non è importante che durino nel tempo, ma è sufficiente che abbiano un costo contenuto.


Il grande successo di Zara, Mango o Hennes & Mauritz, in un mercato mondiale saturo e concorrenziale, dimostra come il prezzo basso e il veloce rinnovo dell'offerta costituiscano dei fattori cruciali di attrazione del consumatore. Il ritmo tradizionale di due collezioni all'anno (primavera/estate e autunno/inverno) pare quindi divenuto obsoleto; oggigiorno le imprese sviluppano almeno quattro o sei collezioni annuali, con un rapido rinnovamento dei prodotti: è il modello "fast fashion".


Il grande vantaggio delle fibre chimiche rispetto a quelle naturali si fonda sulla loro grande funzionalità. Esse possono essere progettate "su misura", in funzione delle specifiche applicazioni cui sono destinate, e possono essere mescolate alle fibre naturali, allo scopo di unire i vantaggi propri delle une con quelli delle altre. Le fibre realizzate dall'uomo, per di più, hanno una convenienza dal punto di vista economico e quindi è stato favorito il loro impiego a scapito dei materiali filabili naturali.


Cosa succederà nel futuro?

 
Trainato dalla sostenuta domanda nei Paesi industrializzati e da quella in aumento nelle economie in rapido sviluppo, l'utilizzo di fibre tessili dovrebbe ulteriormente ampliarsi del 4-6 per cento ogni anno nel prossimo decennio. Ovviamente ci si aspetta che il consumo di fibre chimiche cresca in maniera più rapida rispetto a quello di fibre naturali.


L'evoluzione del mercato dipenderà sicuramente dai prezzi delle materie prime (agricole e non) e dai costi delle loro lavorazioni.

Nei Paesi più sviluppati dipenderà in modo considerevole anche da fattori immateriali, quali le tendenze della moda e le preferenze dei "nuovi" consumatori, i quali sono maggiormente interessati, rispetto al passato, ai prodotti che coniugano l'"etica" e l'"ecologia" agli usuali aspetti estetici e funzionali.

Negli ultimi anni, infatti, le idee dello sviluppo sostenibile e della responsabilità sociale delle imprese stanno assumendo un'importanza crescente in ogni contesto, non ultimo il tessile e l'abbigliamento.

 

 

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